Aprire un autolavaggio self service: consigli utili
- 11/10/2013
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Alla ricerca di risparmiare anche soltanto pochi euro, gli italiani stanno scoprendo gli autolavaggi fai-da te: si tratta di un'attività avviata in Svizzera sul finire degli anni sessanta e che ora sta prendendo piede in maniera importante anche nel nostro paese.
Per avviare un autolavaggio self service occorre un importante investimento iniziale, ma anche il ritorno economico potrebbe essere consistente e inoltre si tratta di un'attività che non richiede un grande impegno: la fortuna degli autolavaggi fai da te è proprio quella di consentire all'automobilista di fare tutto da solo e di coniugare il risparmio economico con l'elevata libertà nel lavare la propria macchina (non c'è ad esempio alcun vincolo di orario perché sono aperti h24).
Tra i vantaggi dell'apertura di un autolavaggio self service ci sono sicuramente le ridotte spese di gestione: non sono necessari dipendenti e al di là del materiale di consumo, le spese si riducono alle bollette di acqua ed elettricità. Inoltre non è necessario avere una qualifica particolare.
Tra gli aspetti negativi invece c'è, come detto, la necessità di un investimento importante all'inizio dell'attività: in linea generale per aprire un autolavaggio a due box occorre investire almeno 120mila euro, cifra a cui si aggiungono le spese per il terreno su cui sorgerà l'attività e quelle per l'adeguamento degli impianti alle normative.
Vediamo i passaggi burocratici per avviare un autolavaggio self service. Occorre aprire partita Iva e richiedere tutta una serie di autorizzazioni, quali: certificazione tecnica di idoneità degli impianti; autorizzazione allo scarico delle acque reflue; certificazione di conformità per le emissioni acustiche. Infine, per la scelta del luogo una buona idea potrebbe essere far sorgere l'autolavaggio self-service in una zona periferica priva ci concorrenza e ben collegata con le grandi metropoli.
Scritto da Bruno de Santis -