Decreto Lavoro: come cambiano i contratti a termine
- 07/05/2014
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Il Senato si appresta a votare il decreto lavoro che rispetto al testo approvato dalla Camera subirà alcune modifiche visti gli otto emendamenti presentati dal governo. Alla fine dell’inter parlamentare cambieranno quindi i contratti a termine: vediamo quali sono le novità previste. Si parte dalla scomparsa dell’obbligo della causale, con i datori di lavoro che non dovranno più indicare il perché dell’assunzione con contratto a termine. Tale tipologia di rapporto di lavoro senza indicazione di causale dovrà avere una durata massima di tre anni, con un limite di cinque rinnovi.
In un’azienda non ci potranno essere lavoratori a termine per più del 20% del totale dei dipendenti: tale limite non si applica agli enti di ricerca e alle imprese con meno di cinque dipendenti. Per chi non rispetta tale vincolo non ci sarà più l’obbligo dell’assunzione, ma si dovrà pagare una sanzione economica.
Per quanto riguarda i contratti in corso, entro il 31 dicembre le aziende dovranno adeguarsi alle norme contenute nel decreto lavoro. Per quanto riguarda i contratti, dovranno indicare espressamente il diritto di precedenza nelle assunzioni per le donne in gravidanza.
Tale decreto dovrà essere ora approvato dal Senato, per poi tornare alla Camera per ricevere il via libera definitivo: tutto questo deve avvenire entro il 19 maggio.
Scritto da Bruno De Santis. -